Psicosintesi
E’ proprio vero che la vita è sempre una nuova scoperta!
Un giorno, in libreria, mi è letteralmente caduto su un piede un libro di un autore a me sconosciuto: Irvin D. Yalom, il libro era “Le lacrime di Nietzsche”, letto in una notte, e poi di corsa a comprare tutti i suoi libri, una visione autorevole ma morbida della psicoanalisi, per me una nuova luce.
Ed è tra le sue righe che ho scoperto per la prima volta la parola counseling.
E così sono andata avanti nella mia ricerca, e la mia scelta di studio è caduta sulla Psicosintesi di Roberto Assagioli, la “psicologia dell’alto”, che si prefigge di indagare tutti i piani dell’edificio della psiche, anche quelli spirituali.
Roberto Asagioli, immenso uomo di cultura cosmopolita, ha avuto la straordinaria capacità di essere un vero e proprio costruttore di “ponti” tra diverse realtà culturali e differenti discipline filosofiche e scientifiche: essendo medico psichiatra ha cercato sempre di trovare dei collegamenti tra i suoi interessi spirituali e filosofici e la psicologia. Già a 19 anni, in un articolo, presenta alcuni degli aspetti fondamentali del suo pensiero futuro: la volontà come strumento in grado di smuovere le montagne, una forza capace, se ben indirizzata, di modificare se stessi e il mondo circostante.
Considerata ai tempi la “cenerentola” della psicologia, Assagioli riabilitò il concetto di volontà, insistendo molto sullo sviluppo di questo “potere” interiore, affinchè l’uomo divenga libero e responsabile della propria vita e delle proprie opinioni, lanciando però un messaggio importante: non è sufficiente che la volontà sia forte e sapiente, deve essere anche buona, per favorire lo sviluppo di energie positive e portare il giusto equilibrio fra i “poteri interiori” e quelli esteriori dell’uomo.